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IL LARICETO

Rappresenta l'associazione vegetale tipica nel Parco a livello del piano
subalpino.
Raramente supera i 2.000 metri di quota e costituisce dei veri e
propri boschi nel Parco solo ad Alagna e Carcoforo.
La densitā degli alberi non č mai elevata ed il
sottobosco č composto da rododendro e mirtillo.
Il larice č una pianta ad ampia
distribuzione altitudinale, č molto resistente e si comporta da pianta
pioniera, infatti, cresce anche sui dirupi.
Sopporta bene il clima freddo e, rispetto ad altre
conifere, perde gli aghi in autunno bloccando il flusso della linfa; i rami, in
tale modo, offrendo meno superficie, corrono in misura minore il rischio di
spezzarsi per il peso della neve.In questa difficile situazione ambientale non
č costretta a subire la concorrenza di altri alberi.
Il lariceto costituisce l'habitat ideale per la vita di
molti animali del Parco come camosci, stambecchi, caprioli, galli forcelli,
picchi neri ecc..
Il legno č sempre stato utilizzato dall'uomo come
materiale da opera per le sue particolari caratteristiche estetiche e di
resistenza.
Con tronchi di larice sono realizzate la struttura della casa walser,
i mobili, i serramenti e numerosi altri manufatti.
In alcune zone del Parco, in particolare nei pressi degli
alpeggi, possiamo anche osservare una sorta di competizione tra l'uomo ed il
bosco: infatti, i primi abitanti dei villaggi degli alpeggi hanno dovuto
conquistare parte del territorio al bosco per sviluppare adeguatamente le loro
attivitā agro-silvopastorali.
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LARICE (Larix decidua) |

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E'
un albero alto fino a 40 m., con corteccia spessa, bruno rossiccia; le foglie
tenere di colore verde chiaro, caduche in autunno, sono disposte a fascetti sui
rami giā cresciuti, solitarie sui rami in accrescimento. Gli strobili (pigne)
inizialmente sono purpurei, a maturitā diventano bruni, ovali, lunghi circa 2 -
5 cm.. Fiorisce tra
aprile e giugno
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