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COLLE DELLA BOTTIGIA (Rifugio Massero)

Dislivello : 1.303 mt

Tempo : 4 ore e 30 minuti

Difficoltà : impegnativo


 L’itinerario passa per il rifugio del Parco “Massero” che può già rappresentare un’affascinante meta per una passeggiata di circa 2 ore nella natura.  
Lungo il percorso sono posti dei tabelloni che illustrano gli animali visibili in quei luoghi : è un sentiero faunistico del Parco. 
Si parte dal fondo del paese, attraversando il ponte sul torrente Egua dove si trova un tabellone che indica il percorso. 
Superato il nucleo di nuove villette, si costeggia il lariceto  nei pressi del paese. Si procede lungo una strada sterrata che d’inverno viene adibita a bellissima pista per lo sci da fondo. 

 

Giunti all’alpeggio più basso, “le Coste”, che lasciamo sulla nostra destra, passiamo accanto al torrente, inserito nella ricca riserva di pesca della locale Azienda Faunistica. 
Superatolo attraverso un guado artificiale, proseguiamo seguendo ancora il percorso sterrato e attraversando il Rio Massero.
 Da qui si piega sulla destra, salendo lungo il sentiero n. 113 e giungendo all’Alpe Chignolo, a mt. 1.530. Si continua per un bel tratto lastricato, attraverso un rado lariceto che d’autunno si veste di splendidi colori ; notiamo l’associazione tipica della flora : il larice si accompagna ad un sottobosco di mirtilli e rododendri .

 

 

Giungendo ad un breve tratto pianeggiante, osserviamo le pendici del Cengio del Badile, di fronte a noi : probabilmente potremo individuare i camosci . 
Riprendiamo la salita per una ripida serie di scalini, arrivando fuori del bosco ad alto fusto verso il pascolo dell’Alpe Fornetto . 
Caprioli nel bosco e galli forcelli  presso gli arbusteti, sono gli animali che, con un po’ di fortuna, si potranno incontrare.  
Lasciando alle nostre spalle l’alpeggio, c’incamminiamo verso monte, ammirando le marmotte  sui sassi ed i camosci nelle praterie. Poi, piegando leggermente a destra, si raggiunge l’Alpe Massero, a mt. 2.082, dopo circa 2 ore di cammino.

 Il rifugio del Parco ci darà l’opportunità per riposare e rifocillarci : è aperto e gestito in estate e può ospitare circa 20 persone per il pernottamento. Posto in luogo panoramico, è un ideale punto d’osservazione per la fauna, soprattutto di sera e di mattino presto : i camosci durante la fase di massima attività, il canto delle coturnici , l’apparizione fugace dei caprioli .

Da qui sono possibili passeggiate rilassanti o escursioni impegnative.
 Dopo la doverosa sosta, si prosegue lungo il sentiero n. 113. 
Per pascoli interrotti da balze montonate di roccia levigata dagli antichi ghiacciai , si sale decisamente. 
Superato lo sperone di roccia che scende dal Montevecchio, lasciandolo sulla nostra sinistra, si entra nel vallone della Bottigia, tra sfasciumi e residui di pascoli, ambiente adatto alla vita della pernice bianca. 
In questo luogo, per buona parte dell’anno, resistono i residui delle nevicate invernali.   
All’entrata del canalone, sulla sinistra, si può ammirare una suggestiva sorgente che, con un fiotto, esce da una spaccatura della roccia : assaporiamo la sua purezza !
 Il sentiero si fa, a tratti, incerto ma tenendo come punto di riferimento il Colle della Bottigia, vi arriveremo dopo circa 2 ore e 15 minuti di cammino dal rifugio. 
A questa notevole quota, siamo a 2.607 mt., è bellissimo il panorama che comprende parte dei versanti est e sud del Monte Rosa e, sotto di noi, la Val Quarazza. 
Da qui, passando il Colle e volgendo a sinistra per via incerta tra pietre scivolose, si può arrivare al Colle del Vallé, verso Rima, molto vicino in linea d’aria ma raggiungibile con una certa cautela. 
 
La discesa verso Carcoforo si effettua lungo lo stesso percorso n.113. 
E’ una gita piuttosto lunga, adatta ad escursionisti ben allenati. 
Un percorso alternativo, dal rifugio Massero, porta alla Bocchetta del Badile per scollinare verso il vallone di Giovanchera.
 Essendo un sentiero particolarmente esposto, non è consigliabile transitarlo quando il terreno è gelato o in caso di cattivo tempo.
 Passando a monte del rifugio, verso nord est, sul percorso n. 116, per tracce di sentiero, pascoli e colatoi si giunge alla leggera depressione della Bocchetta del Badile (mt. 2290 circa). 
Il percorso, che si snoda sulle ripidi pendici della cresta del Cengio del Badile, è intuibile perché quasi obbligato.
Raggiunto il passo, si scende, sempre per tracce di sentiero, verso l’Alpe Badile (mt.1998), nel vallone di Giovanchera, impiegando circa un’ora di cammino .