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IL PRESIDENTE,  GLI ASSESSORI  E I PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DEL NUOVO ESECUTIVO DEL PARCO NATURALE ALTA VALSESIA

 

PANDOLFO ORAZIO                      Presidente designato dal Comune di Carcoforo

NEGRA GIOVANNI                      Vice Presidente designato dal Comune di Alagna Valsesia

ANTONIETTI ENRICO                     Membro designato dal Comune di Rimasco 

RAGOZZI JONNY                        Membro designato dal Comune di Carcoforo

GIACOBINO FEDERICA               Membro designato dal Comune di Fobello

DELLAVEDOVA ALLESSANDRO   Membro  designato dal Comune di Rima S. Giuseppe

VASINA PIER GIORGIO                 Membro designato dal Comune di Rimella

 

 

PROGRAMMA AMMINISTRATIVO

I sottoscritti Consiglieri del Parco Naturale Alta Valsesia propongono all’Assemblea, ai sensi della Legge 142/90, la votazione dell’unita lista e Programma di gestione del Parco.

 Questa proposta nasce dalla consapevolezza che il Parco Naturale dell’Alta Valsesia è una realtà ormai acquisita e riconosciuta non più come solo strumento di tutela e protezione, ma anche come occasione per uno sviluppo responsabile e non assistito del territorio.

 Riteniamo fondamentale proseguire su questa strada affidando al Parco Naturale Alta Valsesia un ruolo importante nell’azione di sostegno e stimolo allo sviluppo locale, aprendosi maggiormente verso le richieste dei residenti, diventando un laboratorio d’idee, in grado di influenzare le aree limitrofe, anche di là dai compiti istituzionali strettamente previsti.

 La possibilità peraltro che tale ruolo possa effettivamente divenire ancor più significativo è condizionata dal fatto che negli Enti di gestione delle Aree protette possano esprimersi e rappresentarsi le realtà locali, attraverso le amministrazioni, le organizzazioni di categoria, le associazioni, come è avvenuto in questi anni.

Le attività dei parchi non possono che basarsi sul consenso a livello locale, consenso che spesso è stato raggiunto con fatica e che va mantenuto attraverso la partecipazione delle realtà locali, delle istituzioni e delle associazioni agli organi decisionali del Parco.

FINALITA’ DEL PROGRAMMA

In sintesi, il programma che viene proposto ha l’obiettivo di individuare delle attività che consentano uno sviluppo sociale ed economico delle comunità locali compatibilmente con le esigenze di protezione e valorizzazione del patrimonio naturalistico ed ambientale e, successivamente, un consolidamento della gestione attraverso il reperimento di fonti aggiuntive di finanziamento e più in generale dell’autofinanziamento del sistema.

 In linea con il lavoro svolto dalla precedente Amministrazione si evidenziano i seguenti obiettivi:

Autonomia gestionale
Premesso che la proposta di una nuova Legge regionale per il riordino del sistema delle aree protette del Piemonte è assolutamente condivisa nella sostanza e nei principi, da un confronto tra le realtà locali sono emerse alcune considerazioni che in sintesi si riassumono:

·        Il Parco Naturale Alta Valsesia ha caratteristiche territoriali che lo distinguono nettamente dalle aree protette attigue: è un Parco di alta quota, la zona protetta più elevata d’Europa (i limiti estremi sono situati a 4.559 m. sul massiccio del M.Rosa), le peculiarità gestionali sono dunque singolari e di specifica applicazione, un modello che può trovare riscontro solo in pochissime aree analoghe ( ad esempio Parco Nazionale Gran Paradiso, Parco Naturale Veglia-Devero).

·        Il percorso amministrativo ultra venticinquennale ha prodotto una positiva collaborazione con le realtà territoriali, integrandosi in modo concreto nel tessuto sociale e nell’economia di un’intera valle; la partecipazione diretta di amministratori locali nella gestione dell’Ente ha sempre rappresentato il legame più naturale ed efficace tra Parco e territorio.

·        L’evoluzione di una coscienza ambientale tra la popolazione coinvolta ha avuto origine da un tenace lavoro di collaborazione che ha compensato le rigide norme di tutela con interventi diretti mirati all’incentivazione economica, all’offerta lavorativa, quindi al contenimento del grave problema dello spopolamento in montagna (ad esempio, costruzione di rifugi, centri di visita,  sostegni per il recupero di alpeggi, aiuti alla pastorizia, ecc.); è palese che tali operazioni riguardano un ambiente del tutto particolare che non può essere raffrontato con le altre aree protette vicine.

·        E’ stato avviato dall’Ente di gestione il progetto più significativo: la costituzione del “Parco Internazionale del Monte Rosa”, un disegno che rappresenterebbe una svolta importante per la tutela di un ambiente sempre più delicato, per la visibilità e il prestigio di un’intera Regione. Sono già in fase avanzata i contatti con le realtà territoriali coinvolte (Vallese-Svizzera, Valle d’Aosta, provincia del VCO) che hanno immediatamente compreso la valenza del progetto, fornendo con entusiasmo la propria adesione di massima. I passi successivi riguarderanno gli aspetti organizzativi e gestionali che coinvolgeranno i soggetti interessati e, come capofila, il Parco Naturale Alta Valsesia, con un notevole impegno di coordinamento.

·        Allo stato attuale il territorio del Parco Naturale Alta Valsesia comprende tutti i comuni della Valle interessati dalla presenza della cultura Walser: la tutela e la valorizzazione di tale minoranza ha dato origine all’ istituzione dell’ecomuseo della cultura Walser che rappresenta un unicum nel panorama regionale. Il progetto di estensione del Parco comprenderebbe l’intero territorio, attorno al Monte Rosa, appartenente alla storia del popolo Walser, un’ulteriore specificità dell’area protetta non condivisa da nessun altra.

La vigente gestione dell’Ente Parco Naturale Alta Valsesia ha evidenziato caratteri di efficienza e dinamismo raggiunti  tramite un paziente lavoro per la concretizzazione di equilibri interni dimostratisi produttivi. Il loro sconvolgimento potrebbe compromettere anni di attività. Allo stesso modo,  la partecipazione tangibile delle amministrazioni locali mediante una rappresentanza significativa di delegati, ha reso saldi i legami tra l’area protetta e la popolazione che in essa vive, contribuendo  alla maturazione di un concetto di gestione di un territorio. Il valore che assume tale coinvolgimento è sicuramente la più grande dote che si possa trasmettere alle generazioni future.

Le considerazioni espresse che rappresentano le più evidenti, portano a proporre una nuova valutazione del DDL al fine di mantenere l’attuale autonomia gestionale del Parco Naturale Alta Valsesia: l’eventuale accorpamento con altre aree protette del tutto disomogenee nel territorio e nella gestione, rischierebbe di pregiudicare equilibri raggiunti e progetti futuri diventati ormai parte integrante della vita di una Valle intera .

Il Parco Internazionale del Monte Rosa

La trasformazione del Parco Naturale dell’Alta Valsesia in Parco Internazionale del Monte Rosa non vuole essere solo un allargamento di una riserva naturale omogenea dal punto di vista naturalistico, ma il fulcro di un sistema socio-economico montano, che negli ultimi anni, per mezzo di numerose iniziative pubblico-private (Interreg 2000-2006, PISL 2005, Gran Tour delle Alpi, Sentiero Walzer, collegamento sciistico ecc.) hanno sviluppato un senso di coesione favorito dall’omogeneità delle problematiche legate allo sviluppo ed alla gestione del sistema stesso.
Ebbene, la costituzione del “Parco Internazionale del Monte Rosa” vuole essere   il fattore accelerante di queste volontà.

Promozione del Parco

La promozione del Parco non può essere limitata alla singola area protetta, ma richiede la formazione di progetti di livello almeno Provinciale, mentre parte della promozione va rivolta a livello nazionale e verso l’estero.
Sarebbe necessario un maggior impegno da, parte delle strutture regionali, al reperimento delle risorse economiche messe a disposizione dall’U.E., in grado di aiutare i parchi a realizzare progetti pluriennali finalizzati a modificare strutturalmente la situazione economica delle aree marginali.
Per aumentare la consapevolezza del valore del patrimonio naturale e culturale del territorio devono essere previste delle campagne di promozione del valore   naturalistico e dell’interesse turistico del Parco Naturale utilizzando i giornali e le radio locali o reperendo sponsor per la produzione e diffusione, anche attraverso i media, del materiale informatico.

Sviluppo e incentivazione delle attività eco-sostenibili

Occorre individuare delle attività che consentano uno sviluppo sociale ed economico delle comunità locali compatibilmente con le esigenze di protezione e valorizzazione del patrimonio naturalistico e ambientale e successivamente un consolidamento della gestione attraverso il reperimento di fonti aggiuntive di finanziamento e più in generale dell’autofinanziamento del sistema.
È necessario sostenere l’economia delle comunità locali delle aree scarsamente popolate nel tentativo di migliorare le proprie condizioni economiche, senza compromettere il proprio ricco patrimonio culturale e naturale.

Valorizzazione ed adeguamento dei rifugi e dei centri visita/accoglienza

Un ruolo importante è svolto dai rifugi e centri visita, occorre incentivarli individuando una forma di gestione rispondente a criteri di conduzione ecosostenibile.
È indispensabile coniugare la creatività con la redditività, prestando attenzione a non propiziare afflussi concentrati su poche aree

Viabilità - manutenzione sentieri - valorizzazione

Affinché il turista sia stimolato a venire è necessario migliorare la viabilità di collegamento e sistemare le mulattiere. Determinante risulta segnalare adeguatamente tutti gli ingressi al Parco ed i sentieri al suo interno. È opportuno promuovere la formazione di nuovi gruppi d’accompagnatori che, usufruendo delle strutture d’accoglienza messe a disposizione dall’Ente Parco organizzino itinerari di tipo naturalistico; a questi potrebbero venire affiancati altri itinerari d’interesse storico, artistico e museale.
L’esperienza passata in ordine agli interventi sulla rete sentieristica, ha dimostrato che è necessario prevedere risorse per assicurare cure costanti e capillari.
Si intende proporre un’offerta turistica tramite l’individuazione di alcuni sentieri monitorati che consentano attività all’aria aperta, alpinismo, treking, gite eno-gastronomiche, soggiorni nei rifugi del Parco.

Tutela delle acque

La risorsa acqua sta rivelandosi come la più importante e strategica del nuovo millennio. Le sorgenti ed i torrenti del Parco ancora integri e selvaggi rappresentano un patrimonio d’incommensurabile valore. Sarebbe opportuno sviluppare un programma di monitoraggio e tutela che contribuisca ad evitare utilizzi impropri di una risorsa sempre più rara.

Gestione e manutenzione del bosco

Partendo dalle esperienze dei progetti transfrontalieri (Interreg) occorre valorizzare il patrimonio boschivo.
La gestione naturalistica dei boschi non solo è auspicabile ma anche necessaria per salvaguardare l’ambiente naturale in termini di stabilità idrografica, protezione del suolo e delle specie selvatiche di flora e fauna

Attività didattiche

È opportuno continuare il lavoro sin qui svolto, organizzando attività didattiche, proiezioni, lezioni, visite guidate anche
appoggiandosi a cooperative che garantiscano una certa qualità nel servizio, nonché guide turistiche e percorsi organizzati con le scuole in modo da coprire il periodo di un’intera gita scolastica. Il Parco potrebbe organizzare periodicamente dei corsi d’aggiornamento per gli insegnanti, sia per le scuole del luogo che nelle zone limitrofe

Riqualificare gli alpeggi

Tenendo conto della possibilità di integrare il reddito derivante dall’attività agricola con quello proveniente dallo svolgimento d’attività collegate al crescente turismo escursionistico (vendita diretta di prodotti caseari, gestione di strutture ricettive in quota, ecc…), occorre effettuare interventi mirati al recupero di quelle situazioni d’alpeggio che presentino possibilità di sussistenza e sviluppo, anche attraverso il miglioramento dei collegamenti con il fondovalle mediante piste o strade. Interventi di miglioramento dei pascoli e una migliore turnazione potrebbero permettere l’allevamento di un maggior numero di capi, mentre se perdurano le situazioni esistenti, il carico di bestiame dovrà ridursi sempre di più.
Un primo campo d’intervento potrebbe riguardare la riqualificazione del pascolo operando in modo tale che gli addetti alle attività agro-silvo-pastorali siano coinvolti in prima persona ed assumano un ruolo guida nello sviluppo del progetto  affinché la loro attività sia orientata ad un utilizzo razionale dei pascoli che consenta un corretto equilibrio tra attività antropiche legate alla zootecnica e gestione del patrimonio faunistico. Tutto ciò va anche messo in relazione ad un moderno ruolo che può e deve assumere l’agricoltore-allevatore in alcune particolari situazioni di nicchia, in particolar modo la funzione di “custode” delle condizioni naturali dell’integrità della biocenosi più che un produttore di materie prime.
In tal contesto, sarebbe assai interessante avviare una collaborazione con l’Università, realizzando un progetto sperimentale per il recupero degli alpeggi

Attività di ricerca

Si intende proseguire nei rapporti con le Università favorendo l’attivazione di collaborazioni attraverso convenzioni per l’effettuazione del tirocinio pratico-applicativo previsto per i laureandi di I° e II° livello e progetti di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale.

Rapporti fra i diversi enti locali e popolazione

La gestione del Parco non può prescindere da una prassi collaborativa tra tutti i soggetti coinvolti nella realtà territoriale, per aumentare la fiducia nei progetti che spesso hanno un ritorno nel medio-lungo periodo a fronte d’investimenti immediati.
La disponibilità di soggetti, sia pubblici sia privati, che credano in un programma di sviluppo durevole ed in grado di garantire l’apporto necessario di risorse umane e finanziarie è una condizione necessaria per garantire efficacia all’intero programma di sviluppo del Parco.
Occorre superare i vecchi pregiudizi che vedevano il Parco solo come un vincolo, magari più accettabile che in passato, ma non come una risorsa utile all’economia locale.
È necessario incentivare i contatti fra i diversi enti locali sviluppando obiettivi comuni. Contemporaneamente proseguire nell’azione di stimolo verso la popolazione residente nel Parco aumentando i contributi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente.